Sicilia: Il Gattopardo colpisce ancora

Sono ormai passati più di due anni dalle elezioni regionali siciliane del Novembre 2017, eppure dal punto di vista politico sembra passata un’era geologica.

Se infatti le elezioni regionali erano state vinte da un centrodestra ancora molto “berlusconiano”, non si può fare a meno di notare come nel corso del tempo anche l’isola abbia risentito dell’ascesa del leghismo in salsa nazionale.

Se paragonati con quelli di altre regioni i cambi di casacca nell’Assemblea Regionale Siciliana possono sembrare modesti; tuttavia presentano alcuni elementi interessanti, che andremo in breve ad affrontare.

Riflessi del quadro nazionale

Analizzando la nascita dei nuovi gruppi all’ARS, appare subito evidente come siano nati due gruppi corrispondenti a movimenti politici nuovi come Italia Viva di Matteo Renzi, o che comunque mai si erano misurati seriamente nel sud Italia come la rinnovata Lega di Salvini. Entrambi i partiti esordiscono con un gruppo consiliare da 4 membri.

Cambi di casacca interni alla maggioranza

Se quindi il passaggio di deputati regionali tra maggioranza e opposizione è estremamente limitato, altrettanto non si può dire delle dinamiche interne alla maggioranza di Nello Musumeci, i cui partiti si contendono gli eletti dal primo giorno di insediamento.

E così, al netto della già citata pattuglia leghista, il gruppo di Forza Italia ne è uscito ridimensionato, mentre quello di Fratelli D’Italia ha retto nonostante le numerose defezioni grazie ad un imponente turnover che tra dimissioni e addii, vede permanere nel gruppo soltanto due dei fondatori originali, vale a dire gli onorevoli Galvagno e Amata.

Opposizione solida

Molto solide le principali forze di opposizione, in cui i cambi di gruppo sono pressoché assenti, se si eccettuano i renziani che hanno partecipato alla scissione nazionale dell’ex segretario PD, il cui ruolo di forza centrista e potenziale ago della bilancia viene però insidiato dal movimento “Ora Sicilia” fondato dai transfughi di Forza Italia.

Alle forze di opposizione inoltre va il premio per la maggiore longevità del mandato espresso dai componenti dei gruppi: Se il solitario Claudio Fava di “Cento Passi per la Sicilia” è insostituito dal primo giorno, nel gruppo del Movimento 5 Stelle si contanto per ora soltanto le dimissioni dell’ex candidato presidente della regione Giancarlo Cancelleri.

In una regione che storicamente ha stupito, sia per quanto riguarda i cambi di gruppo, sia per la capacità di trovare maggioranze impensabili a livello nazionale (Qualcuno ha forse detto “Operazione Milazzo“?) si può affermare che la maggioranza di Musumeci arriva alla metà del suo mandato senza particolari scossoni.

Che, visti i tempi, per il centrodestra nazionale e locale è senz’altro grasso che cola.

Nicolò Martinelli

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